Vince la Salernitana, vince ancora, in rimonta questa volta e, con il brivido finale disinnescato da Donnarumma, lancia un chiaro messaggio alle altre pretendenti alla promozione. Partiamo da un presupposto che bisogna tenere a mente sempre in maniera forte e chiara: la Salernitana di Raffaele non proporrà mai lo spettacolo di altre formazioni granata che in passato hanno vinto il campionato. Non lo farà per scelta, una scelta consapevole e ben delineata. Si è puntato su di una squadra “cazzuta”, fisicamente importante, tecnicamente solida ma che vuole e sa essere lucida, sorniona, letale. Nonostante il casuale vantaggio del Sorrento infatti, i granata non si sono scomposti, non sono andati in affanno, non hanno ceduto alla smania di dover recuperare lo svantaggio il prima possibile. Mantenendo la calma ma soprattutto rispettando dettami e principi che il tecnico ha “preteso” dai suoi fin dal ritiro estivo, Capomaggio e compagni hanno lavorato ai fianchi degli avversari, logorandoli con costanza fino a mandarli piano piano sempre più a ridosso del proprio portiere, molto bravo, il 2005 Harrasser. Conte, tecnico ospite, ha provato a tenere più bassi possibile i quinti granata tenendo sempre, in fase di possesso, due calciatori a calpestare la linea laterale quasi in linea con i centrali granata. Difficile quindi nella prima frazione soprattutto, ripartire, fornire appoggi ed “uscite” a Varone e Quirini, con la manovra che logicamente appariva più macchinosa del solito. Nella ripresa però Raffele è corso ai ripari, soprattutto con l’ingresso di Ubani prima e di Knezovic poi. Il primo rischiava in “altezza” mentre il secondo lo faceva allargandossi maggiormente rispetto alla posizione di Capomaggio e questo, ha costretto gli esterni ospiti a fornire maggiori coperture, “liberando” quindi campo a Villa soprattutto. L’ultima mezz’ora è stata quasi un monologo, con i granata che hanno raccolto il grande lavoro svolto durante i 90 minuti. Tre gol, di cui uno annullato per un fuorigioco millimetrico, per affermare ancora una volta che questa Salernitana, con il “suo” calcio, vuole essere assoluta protagonista. Questa squadra sa soffrire, sa ragionare, sa pungere e sa pure alzare la voce con gli avversari, cosa che in questo girone è molto importante. Non è una squadra per i palati fini, sia chiaro, ma è una squadra costruita per vincere. Il campo dirà, se ci riuscirà o meno, ma la partenza, 3 vittorie in tre partite, sono un viatico molto promettente.


