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15 Febbraio 2026

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Colpito da embolia, il sub di Molfetta sta bene. Verdoliva: Salvato dalla competenza del personale del Ruggi e dall’Iperbarica

Una spensierata giornata d’estate, un’immersione e poi il dramma. La storia dello sfortunato sub di Molfetta, vittima di un grave episodio di decompressione nelle acque cilentane, sarebbe potuta finire in tragedia. A cambiare un destino che pareva ormai segnato sono stati i medici dell’Unità Operativa Semplice di Medicina Iperbarica dell’AOU “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”.

Al pronto soccorso di Sapri il sub era arrivato in condizioni critiche: disorientato, emodinamicamente instabile e con una severa alcalosi respiratoria. Ogni sintomo indicava una grave sindrome da decompressione. Da qui l’esigenza di un trasferimento d’urgenza.

Giunto al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, dopo aver eseguito tutti gli esami specialistici necessari e garantito il primo supporto terapeutico, l’uomo è stato sottoposto a un trattamento iperbarico personalizzato della durata di oltre cinque ore. «La procedura – spiegano i medici – ha consentito di ottenere un significativo miglioramento, tanto da poter autorizzare il trasferimento al Pronto Soccorso per proseguire con ossigenoterapia ad alti flussi e con i controlli post-trattamento».

Grazie al lavoro attento di tutto il personale, e a un’ulteriore terapia di consolidamento eseguita nelle 24 ore successive, l’uomo è stato dichiarato fuori pericolo. Oggi il paziente è affidato alle cure del proprio medico di riferimento, che seguirà i controlli specialistici.

«L’Azienda Ospedaliera Universitaria ha dimostrato la capacità di rispondere con prontezza, competenza e spirito di squadra anche a situazioni di emergenza particolarmente delicate. A medici, infermieri e a tutto il personale impegnato quotidianamente va il mio più sentito ringraziamento: professionalità, unita a dedizione e umanità, sono i valori autentici e distintivi di ogni grande Azienda ospedaliera».

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