NAPOLI – Con il consueto tono diretto e senza sconti, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca torna a dettare la linea all’interno del centrosinistra e lo fa con una doppia uscita, pesante nei contenuti e nel linguaggio, durante un’intervista a L’aria che tira su La7.
L’attacco è duplice: da un lato alla narrazione del “campo largo”, che De Luca bolla come una “blasfemia”; dall’altro, alla candidatura di Roberto Fico a presidente della Regione, formalizzata da una parte della coalizione senza, secondo il governatore uscente, un adeguato confronto politico e programmatico.
“La parola campo largo la considero una blasfemia – ha detto De Luca –. Io parlo di alleanze politiche, serie, fondate su contenuti. In questo momento ci sono vuoti programmatici evidenti che vanno colmati, e non con slogan.”
Ma le parole più dure De Luca le riserva all’ex presidente della Camera e oggi candidato del M5S e del centrosinistra. Dopo l’annuncio ufficiale della candidatura, il presidente campano commenta con sarcasmo e irritazione:
“Se il buongiorno si vede dal mattino… direi buonanotte. Siamo davanti a un percorso tormentato, almeno per quanto riguarda me.”
Il nodo, per De Luca, non è solo politico ma anche di metodo. E cita il leader M5S:
“Conte aveva assunto una posizione corretta: prima i programmi, poi i nomi. Ma ieri abbiamo visto una fuga in avanti: prima i nomi, poi, forse, i contenuti. Questa è politica politicante, che non ci interessa.”
“È arrivato e ci ha illuminato d’immenso, con affermazioni per metà maleducate nei confronti della Regione e per metà ricche di banalità. Non stoppo nessuno, ma dico quello che penso.”
Le dichiarazioni di De Luca mostrano, ancora una volta, la distanza tra il presidente uscente e una parte del centrosinistra che guarda al M5S come interlocutore privilegiato. Il “campo largo”, almeno in Campania, sembra diventare ogni giorno più stretto – soprattutto se le fratture interne non verranno ricomposte da un confronto serio, prima sui programmi e poi sui candidati.


