Aveva 94 anni. Il giornalista è scomparso oggi in una RSA a Segrate, vicino Milano.
Emilio Fede, volto simbolo dell’informazione televisiva italiana e storico direttore del TG4, è morto oggi, 2 settembre 2025, all’età di 94 anni. Il giornalista era ricoverato da tempo presso una residenza sanitaria assistenziale a Segrate (Milano), dove le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi giorni. Al suo fianco, fino all’ultimo, le figlie Sveva e Simona. I funerali si terranno giovedì nella parrocchia Dio Padre a Milano 2.
Una carriera lunga e controversa
Nato a Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, nel 1931, Fede iniziò la sua carriera giornalistica negli anni Cinquanta, per poi approdare in RAI, dove ricoprì ruoli di crescente responsabilità fino a diventare direttore del TG1 tra il 1981 e il 1982. Nel 1991 passò a Mediaset, prima come direttore di Studio Aperto e poi, dal 1992 al 2012, alla guida del TG4, di cui divenne il volto e la voce inconfondibile.
Il suo stile diretto, spesso sopra le righe e fortemente schierato a favore di Silvio Berlusconi, contribuì a renderlo una delle figure più riconoscibili e discusse del giornalismo televisivo italiano. Oltre alla carriera televisiva, Fede fu spesso al centro di polemiche e vicende giudiziarie, senza mai perdere il suo piglio combattivo.
Un personaggio simbolo della TV italiana
Fede lascia il ricordo di un’epoca in cui l’informazione televisiva si intrecciava strettamente con la politica. I suoi fuorionda, le gaffe in diretta e il tono partigiano dei suoi editoriali lo hanno reso un personaggio popolare e al tempo stesso divisivo.
Con la sua scomparsa, il giornalismo italiano perde uno dei protagonisti più controversi e longevi della televisione, un uomo che, nel bene e nel male, ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’informazione.


