“Certo che bisogna aiutare chi è in una condizione di povertà, ma la priorità sono gli stipendi”. Con queste parole il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, è intervenuto ad Ancona, durante un evento a sostegno della candidatura di Matteo Ricci alla presidenza della Regione Marche, commentando l’ipotesi di introdurre un reddito di cittadinanza regionale in alcune aree del Paese, tra cui Toscana, Calabria e Campania.
Renzi ha ribadito il suo sostegno a forme di contrasto alla povertà, ricordando di essere stato il promotore del Reddito di Inclusione (ReI), “la prima misura storica contro la povertà in Italia, da 2,7 miliardi”, introdotta dal suo governo nel 2017. Tuttavia, ha sottolineato come il vero tema da affrontare oggi sia il costo della vita e la questione salariale, soprattutto per le nuove generazioni.
“Mentre Meloni si mette il cappellino in testa e dice ‘buona domenica’, il carrello della spesa aumenta del 3,4%” – ha detto Renzi – “Noi dobbiamo parlare del costo della vita che aumenta e di come dare un salario ai ragazzi. Parliamo di questo, aiutiamo le famiglie ad avere più soldi”.
Nel mirino del senatore anche il Reddito di Cittadinanza, introdotto nel 2019 dal governo giallo-verde, definito “scritto male da Di Maio e Salvini”. Secondo Renzi, serve una strategia diversa, orientata non solo al sostegno passivo ma a politiche attive del lavoro e alla crescita dei redditi reali.
L’intervento di Renzi arriva in un momento di crescente dibattito politico intorno a nuove forme di sostegno regionale alla povertà, mentre il tema della tenuta dei salari, dell’inflazione e della pressione sui consumi familiari si fa sempre più centrale nell’agenda economica del Paese.


