di Vanni Vignes
In un Arechi deserto a causa della seconda ed ultima giornata di squalifica da scontare, dopo quanto accaduto nel play out con la Sampdoria, la Salernitana ha la meglio agevolmente di un Siracusa presentatosi a Salerno in formazione rimaneggiata e con tre soli calciatori di movimento in panchina. Sicuramente sarà deluso chi si aspettava un risultato più rotondo ma la partita, in realtà, é stata a senso unico. È vero che gli ospiti hanno anche avuto un’ottima ma fortuita occasione per pareggiare, intorno al minuto 60, ma é altrettanto vero che ai granata sono stati annullati 5 gol per fuorigioco tutti per una questione di pochissimi centimetri. Numerose poi le occasioni reali e potenziali non sfruttate dai padroni di casa, che conquistano 3 punti meritati e senza poi soffrire più di tanto. La Salernitana é una squadra strutturalmente molto più grossa degli avversari e questo, nella fase iniziale della stagione, é un handicap naturale. Non si può essere brillanti, non si può essere scattanti, non si può essere reattivi. Ma l’importante é gestire questa fase da squadra arcigna, solida, strutturata ed i granata lo hanno fatto e lo hanno fatto bene. Manca qualcosa, questo é evidente, soprattutto per dare al tecnico la possibilità di avere a disposizione caratteristiche diverse da quelle che ha già in organico. Soprattutto in mediana i vari De Boer, Knezovic, Capomaggio, Legowsky, Varone sembrano tutti avere caratteristiche simili con lo stesso “passo”. Naturalmente non é il caso nemmeno di entusiasmarsi, ma c’è bisogno di dare a questa squadra il tempo di diventare sempre più un corpo unico. Il lavoro fisico che porterà qualità di corsa e brillantezza darà sicuramente una mano. L’aiuto decisivo peró, per non lasciare la Salernitana una bella “incompiuta” deve assolutamente arrivare dalla società. La base c’è, ma il lavoro va assolutamente completato.


