Dopo giorni di silenzio, Giorgia Meloni è intervenuta oggi sulla crisi in Medio Oriente, esprimendo “preoccupazione per la drammatica situazione nella Striscia di Gaza” e chiedendo un cessate il fuoco accompagnato da un accordo per la liberazione degli ostaggi. La premier ha anche condannato la decisione israeliana di procedere a nuovi insediamenti in Cisgiordania, definendola “in contrasto con il diritto internazionale” e avvertendo che l’attuale strategia di Netanyahu rischia di alimentare una pericolosa escalation.
Parole che non hanno convinto l’opposizione. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha attaccato frontalmente la premier: “Meloni oggi ha rotto tardivamente il suo silenzio sull’occupazione di Gaza con parole che sembrano quelle di una opinionista. Che la situazione sia drammatica a Gaza non serviva lei per dirlo. Quello che non dice invece è quello che ci si aspetta dalla Presidente del Consiglio: quali azioni immediate e concrete intende intraprendere il governo italiano per fermare Netanyahu e il suo piano criminale, che sta procedendo alla piena occupazione di Gaza dopo aver già massacrato 60mila palestinesi”.
Schlein incalza il governo con una serie di domande: “L’Italia interromperà gli accordi di cooperazione con il governo israeliano che viola il diritto internazionale? È arrivata o no l’ora delle sanzioni per Netanyahu e i suoi ministri che festeggiano l’occupazione come la fine della prospettiva di due popoli e due Stati? E l’Italia, come hanno fatto tanti altri Paesi europei, riconoscerà subito lo Stato di Palestina?”.
Per la leader dem, la presidente del Consiglio non può limitarsi ad analizzare la crisi ma deve assumersi la responsabilità di una scelta politica: “Meloni ci dica questo invece che fare l’analista: ha il potere e la responsabilità di farlo. Mandi un segnale chiaro rispetto al posizionamento del nostro Paese negli equilibri geopolitici mondiali e nella storia, metta l’Italia dalla parte della giustizia e della legalità internazionale, senza doppi standard e doppi pesi dovuti alla sua subalternità ideologica a Netanyahu e Trump”.


