Alla vigilia degli incontri di Washington, il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli conferma la linea del governo italiano sul conflitto in Ucraina. In un’intervista a La Stampa, il numero due della Farnesina ha ribadito che “l’Italia si muoverà al fianco degli altri Paesi europei. Per la prima volta l’Europa parlerà con una voce sola delle sue politiche di sicurezza. I leader dovranno essere uniti. Meloni non ha mai pensato di sganciarsi dall’Europa, ha sempre avuto un ruolo di mediatrice”.
Tra le ipotesi discusse a livello internazionale, anche quella di una forza di interposizione: “Se la Russia acconsentirà alla presenza di truppe in Ucraina, non vedo quale problema ci possa essere a una missione di caschi blu sotto l’egida dell’Onu, con la presenza americana fondamentale”, ha spiegato Cirielli.
Sul sostegno a Kiev, la posizione del governo resta chiara: “Va mantenuto fino alla fine, sia sul piano militare che economico. Immaginare la cessione di territori non conquistati dalla Russia sarebbe inaccettabile. Ogni trattativa va comunque condotta da Kiev, ma non penso che la società ucraina sia pronta, dopo tante perdite, ad accettare una pace ingiusta. E se sarà una pace giusta, sarà comunque una pace armata”.
Infine, il viceministro si è detto contrario all’ipotesi di imporre limiti alle forze ucraine: “Un vincolo esporrebbe di nuovo Kiev alla minaccia russa. Solo applicando l’articolo 5 della Nato senza però l’ingresso formale nell’Alleanza, come ha proposto la premier Meloni, si potrà forse garantire la sicurezza. L’Ucraina deve diventare un ‘porcospino d’acciaio’, capace di difendersi da sola”, ha concluso.


