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20 Gennaio 2026

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La politica in saldo: prenota ora, consegna a domicilio

C’era una volta la piazza, il palco, la sezione, il confronto acceso. L’adrenalina della partecipazione.
C’è in chi scrive, che ha idea romantica della politica, la nostalgia dei comizi ‘dei pezzi da novata’, dei Craxi sul ‘Corso da Re’, degli Almirante, che ho vissuto nei racconti. Ma anche dei simpatici siparietti ‘salernitani’ di Sabino Rinaldi.
Oggi c’è, qualcuno ci prova, il “comizio a domicilio”: tu chiami, lui arriva, come la pizza. Magari in bici. Ma nei cartoni non possono arrivare idee.
L’idea di poter prenotare la politica come si prenota un idraulico, una visita per i calli o una cena fa sorridere, ma anche un po’ rabbrividire perché la democrazia non si porta a casa in confezione sottovuoto, non si consuma ‘a la carte’.
Un comizio è un momento pubblico, dove le idee si mettono alla prova davanti a tutti, non un colloquio privato tra elettore e candidato nel salotto buono.
Un comizio e’ misurarsi con la piazza, saperla leggere.
La politica è discussione, trasparenza, conflitto: se diventa un servizio a richiesta, rischia di trasformarsi in una trovata pubblicitaria senz’anima. E’il marketing che svilisce la funzione democratica.
Prenotare un comizio è facile, pretendere una politica seria è difficile.

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