Complimenti a Patrizia Mirigliani per la decisione netta e tempestiva di interrompere ogni rapporto con chi ha permesso, con colpevole leggerezza, a una tredicenne di sfilare in un contesto pensato per adulte. Non è solo questione di regolamenti, ma di rispetto per l’età, per la dignità e per la lettura corretta dei tempi che viviamo.
Questo gesto, se colto fino in fondo, può essere l’inizio di un ripensamento profondo di Miss Italia: un concorso che, liberandosi da modelli datati, sappia raccontare la donna di oggi nella sua complessità, nei suoi talenti, nel suo ruolo sociale e culturale.
E’il tempo di superare un limite che ha segnato la kermesse.
Il futuro non è nella passerella fine a sé stessa, ma in uno spazio che valorizzi la persona prima dell’immagine. Il futuro è leggere la donna nella società, e’ tornare ai fasti di un tempo, e’ vincere la sfida dei social che sono strumento straordinario se utilizzati con una logica.


