“In un momento in cui il ministro Daniela Santanchè ammette il calo delle presenze e invita a ripensare le strategie di promozione, la Regione Campania sceglie di limitare la partecipazione alle manifestazioni fieristiche ai soli operatori con codice ATECO 79.1, escludendo così gran parte delle imprese che fanno vivere e crescere il turismo regionale”. E’la riflessione di Luca Lamberti, Ceo di Direction Capri.
“Una misura – spiega – che lascia fuori settori trainanti come il charter e il noleggio imbarcazioni, il trasporto turistico privato, le esperienze culturali ed enogastronomiche, l’ospitalità alternativa e decine di altre attività che, negli ultimi anni, hanno investito capitali, professionalità e creatività per dare alla Campania un’offerta ampia e competitiva sui mercati internazionali”.
“Parliamo – ricorda Lamberti – di un comparto che vale oltre 6,3 miliardi di euro di valore aggiunto diretto, pari al 6,4% del PIL regionale, e che sostiene più di centomila posti di lavoro, in larga parte giovani. Il solo settore del charter rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale, con un fatturato stimato di oltre 350 milioni di euro l’anno e un impatto determinante sull’immagine della nostra regione. Chiudere le porte delle fiere a queste realtà significa impoverire la capacità della Campania di raccontarsi al mondo nella sua interezza e lasciare spazio alla concorrenza di altre destinazioni mediterranee che invece investono su inclusione e diversità dell’offerta. Non a caso, nessun’altra regione italiana ha adottato una restrizione così rigida”.
“Si auspica che la Regione comprenda che il turismo campano è forte solo quando è unito e quando tutte le sue anime hanno voce e visibilità. Perché il nostro patrimonio non è fatto di singoli comparti, ma di un insieme armonico di esperienze che, insieme, raccontano la vera bellezza e la forza della Campania” conclude.


