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24 Gennaio 2026

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Campania, caos TikTok in Consiglio regionale: pioggia di critiche su Di Fenza, poche difese. Ci sono Maraio e Martusciello


NAPOLI – Un video diventato virale sui social mostra il consigliere regionale di Azione, Pasquale Di Fenza, insieme alla tiktoker Rita De Crescenzo nella sede del Consiglio regionale della Campania, tra bandiere italiane sventolate e un’iniziativa social contestata. L’episodio ha scatenato un vero e proprio polverone politico, con quasi tutte le forze istituzionali e i partiti che si schierano contro il consigliere di maggioranza, accusato di aver trasformato un luogo istituzionale in un palcoscenico per “contenuti di pessimo gusto”.

La dirigenza regionale di Azione ha preso le distanze, definendo l’episodio “iniziativa esclusivamente personale, estemporanea e incomprensibile”, e ha annunciato possibili provvedimenti disciplinari. Duro anche il Pd, con i consiglieri Bruna Fiola e Massimiliano Manfredi, che hanno parlato di “gesto offensivo e svilente” e hanno chiesto che non si ripetano più episodi che minano la credibilità delle istituzioni.

Critiche severe arrivano anche da Noi Moderati, con Riccardo Guarino che definisce la scena “grottesca” e sottolinea il mancato rispetto verso la dignità del Consiglio regionale.

Dal Partito Democratico, Giuseppe Annunziata ha espresso “stupore e preoccupazione” per l’uso improprio degli spazi istituzionali come scenografia per visibilità personale, ribadendo la necessità di tutela e decoro.

A differenza del coro di critiche, due esponenti politici si sono schierati in difesa del consigliere Di Fenza, assumendo toni più cauti o critici verso l’eccesso di moralismo. Fulvio Martusciello di Forza Italia ha minimizzato l’accaduto, ricordando che in Consiglio sono entrate figure ben più controverse, come imprenditori indagati premiati ufficialmente, e ha invitato a non attaccare soltanto Di Fenza.

Più articolata la posizione di Enzo Maraio, segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, che ha parlato di una “crocefissione mediatica” del consigliere e di ipocrisia politica. Maraio ha invitato a superare i moralismi e ha sottolineato come la politica debba tornare a parlare anche a chi vive sui social, senza trasformare le istituzioni in templi da cui escludere chi non risponde a certi canoni.

L’episodio arriva a pochi mesi dalle elezioni regionali e riapre il dibattito su decoro, modernità e linguaggi nuovi nelle istituzioni. Tra accuse di banalizzazione e richieste di maggiore apertura, il caso Di Fenza mostra il difficile equilibrio tra rispetto delle istituzioni e comunicazione contemporanea.

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