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9 Marzo 2026

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Campania, la politica ha bisogno di verità e coraggio

Di Antonio Demitry

Si moltiplicano, in questi giorni, dichiarazioni che invitano il Partito Democratico ad avviare confronti di coalizione in vista delle prossime elezioni regionali. L’appello è sacrosanto: discutere prima di programmi e poi di candidature è l’unico modo serio di costruire un progetto credibile. Ma attenzione a non cadere nei soliti automatismi.

Si dice: si parta dall’esperienza della giunta De Luca. Sì, ma anche no. De Luca ha governato, indubbiamente. E in alcuni settori forse anche bene. Ma guardiamo la realtà con onestà.

I trasporti, ad esempio, restano un punto dolente: collegamenti spesso inadeguati, territori interni isolati, una regione che fatica a essere fruibile, mobile, accessibile.
La sanità presenta eccellenze, ma anche troppe criticità: chi si ammala spesso fatica a ricevere cure tempestive, e manca una vera medicina territoriale, di prossimità.
Il lavoro? Cronica mancanza di opportunità, soprattutto per giovani e donne. Serve altro. Serve di più.

E poi c’è il “metodo Manfredi”, spesso citato come modello alternativo. Anche qui: luci, sicuramente maggiori, e ombre. Il sindaco di Napoli ha dimostrato buon governo, buone capacità comunicative, un atteggiamento inclusivo, e volontà di dialogo. Ma Napoli può e deve dare di più. Occorre una nuova stagione di programmazione, di alleanze virtuose tra pubblico e privato, di visione. Non basta la gestione ordinaria.

In tutto questo, il Partito Democratico resta il perno naturale di qualsiasi ipotesi di centrosinistra in Campania. Ma proprio per questo ha anche la maggiore responsabilità. È pronto a fare i passi giusti?

Si parla spesso della debolezza degli altri partiti, ma il PD, che tanto consenso raccoglie in Campania, cosa ha davvero espresso in questi anni?
Troppo spesso si è confuso il potere con il governo, la gestione con la proposta. Si è ricorso a logiche di cooptazione, di familismo, di fedeltà personale più che di merito. E questo ha prodotto una politica distante, autoreferenziale, svuotata.

La Campania ha bisogno di un centrosinistra nuovo: più plurale, più partecipato, più coraggioso.
Serve una coalizione che non si limiti a gestire ciò che c’è, ma che immagini ciò che manca. Che non si affidi ai leaderismi del momento, ma che torni a essere fatta di partiti veri, comunità vive, scelte condivise.

I cittadini non cercano salvatori, cercano rappresentanza. E pretendono soluzioni, non slogan.

Il tempo delle scorciatoie è finito. Se davvero si vuole “andare avanti”, bisogna iniziare da qui: dalla verità, dal coraggio, dalla politica.

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