Anche quest’anno si può dire che la maturità è stata per tutti (quasi) una formalità. Secondo i dati pubblicati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, è stato ammesso all’esame il 96,5% degli studenti, e tra questi ben il 99,7% è stato promosso. Numeri che confermano la tendenza degli ultimi anni: l’Esame di Stato è sempre meno uno “scoglio” e sempre più un rito di passaggio.
📌 Pioggia di lodi: oltre 13mila 100 e lode
Sono 13.857 gli studenti che hanno ottenuto il massimo dei voti con la lode (pari al 2,8% del totale), in crescita rispetto allo scorso anno (2,6%). A dominare la classifica dei voti alti sono, ancora una volta, le regioni del Sud:
Calabria: 6,1% di lodi e 12% di 100 pieni
Puglia: 5,5% di lodi
Sicilia: 4,7% di lodi
La maggior parte dei maturandi ha ottenuto un voto compreso tra 61 e 80, con quasi 3 studenti su 10 nella fascia 71–80. Le valutazioni più basse (tra 60 e 70) riguardano una minoranza sempre più ridotta.
Anche se formalmente resta l’ultima prova del percorso scolastico, la maturità 2025 si conferma più inclusiva che selettiva. Un dato che fa riflettere: solo lo 0,3% degli studenti non ce l’ha fatta. Meno di uno su 300.
Secondo alcuni osservatori, questi numeri sono indice di un sistema che ha voluto premiare l’impegno post-pandemia e supportare una generazione segnata da didattica a distanza, crisi psicologiche e incertezze. Altri, però, sollevano dubbi sul reale valore selettivo dell’esame.
In sintesi
Ammessi: 96,5%
Promossi: 99,7%
Lodi: 13.857 (2,8%)
Regione con più eccellenze: Calabria. Un esame (quasi) per tutti
Alla fine, anche nel 2025, la maturità ha promosso quasi tutti. Tra soddisfazione, polemiche e record di lodi, resta il dato: la scuola italiana sceglie l’inclusione.


