La difesa pubblica di Giuseppe Conte nei confronti di Matteo Ricci – “Non ci sono ragioni allo stato per chiedere un passo indietro” – non ha lasciato indifferente il mondo politico. Tra i primi a commentare, con toni positivi, c’è Enzo Maraio, segretario del Partito Socialista Italiano:
“Bene Conte su Ricci. La sua è una frase semplice ma carica di significato. È un segnale che piace ai socialisti.”
Le parole di Maraio non sono un semplice plauso: sono una chiamata a un ripensamento culturale della sinistra.
Negli ultimi anni, il garantismo – principio cardine di ogni democrazia matura – è stato, secondo Maraio, “terreno di scontro e ambiguità”. Invocato a fasi alterne, applicato secondo convenienza, spesso scambiato con complicità o impunità.
Il riferimento è chiaro: l’approccio giustizialista, che per anni ha segnato una parte della sinistra (e in particolare il Movimento 5 Stelle delle origini), oggi mostra segni di cedimento. E non solo per convenienza politica.
L’inchiesta Affidopoli, che ha sollevato un polverone mediatico ma presenta ancora contorni da chiarire, ha riportato al centro il dilemma: si devono chiedere dimissioni immediate a ogni indagato? Oppure serve attendere i fatti, evitando processi sommari?
La risposta di Conte – netta, pubblica, in conferenza stampa – rompe con il passato recente del Movimento. E Maraio lo riconosce:
“La presa di posizione di Conte può segnare una svolta. Si afferma l’idea che la giustizia non possa essere strumento di propaganda, né arma per regolare i conti interni.”
L’ambizione del segretario socialista è chiara: una sinistra “meno moralista”, “più garantista”, che non confonda legalità con automatismi politici. Ma anche una sinistra seria, capace di distinguere tra garantismo e copertura di responsabilità reali.
È una linea sottile, come lo stesso Maraio ammette:
“È pericolosa se usata per coprire errori veri. Ma se gestita con serietà può aiutare a costruire un nuovo profilo riformista, coerente e credibile.”
In altre parole, un’occasione per smarcarsi da un’etica della purezza assoluta, che troppo spesso ha paralizzato la sinistra o l’ha esposta a strumentalizzazioni.
Il futuro del centrosinistra passa da qui?
La posizione di Maraio – e il segnale arrivato da Conte – potrebbero aprire una riflessione più ampia dentro il campo largo progressista. Resta da vedere se questa scelta di equilibrio saprà reggere alla prova dei prossimi sviluppi giudiziari e delle tensioni elettorali.
Ma intanto, l’appello è lanciato: meno proclami, più coerenza. E una sinistra che non rinnega la legalità, ma nemmeno sacrifica le garanzie costituzionali sull’altare del consenso.


