Ecco l’intervento dell’avvocato, dirigente PSI
In Campania, la crisi della casa ha varcato ogni soglia: non è solo questione di edilizia, ma di sopravvivenza per intere famiglie e tante giovani coppie. Mentre la disponibilità di immobili cala, i prezzi continuano a salire ben oltre i salari medi, un disallineamento che costringe a scelte drammatiche. In particolare a Napoli, la crisi abitativa ha assunto proporzioni dolorose , la carenza di alloggi disponibili per i residenti si incrocia con canoni fuori portata e salari stagnanti, trasformando la casa da diritto in privilegio. Nonostante le innumerevoli e positive azioni in corso , intraprese dal Sindaco di Napoli, per affrontare la questione casa , la dimensione del problema è tale che anche la Regione e il Governo dovrebbero fare la loro parte. Basti pensare che circa il 42 % delle abitazioni un tempo affittate ai residenti sono diventate alloggi turistici, sottraendo spazi vitale alla popolazione . Ma il problema non può essere affrontato limitando o comprimendo il diritto di proprietà privata . Va preso atto di quello che sta accadendo:
- Calo demografico: Napoli perde residenti e giovani, mentre cresce il numero dei senza casa e degli sfrattati.
- Povertà urbana più diffusa: quartieri come Scampia, Ponticelli e il centro storico pagano il prezzo più alto
- In cinque anni, un affitto medio è passato da 1.000 € a 1.380 € al mese . La percentuale di proprietari è del 50 % a Napoli contro l’80 % a livello nazionale, con un mercato affitti dominato da morosità e sfratti . Purtroppo ogni urto alla casa è un danno alla comunità: la solidarietà si misura anche nel diritto a restare. Un alloggio dignitoso non è un privilegio ma un diritto inalienabile. Ma non dimentichiamo i comuni delle province campane, lì il problema casa è vissuto dal ceto medio basso che non riesce ad accedere ad un mutuo. Giova infatti ricordare che in Campania c’è un elevato numero di famiglie monoreddito e le spese per il mantenimento e la crescita dei figli ( salute, sport, studi ) sono tali che non consentono , visti i salari bassi di poter acquistare una casa. La Campania è un territorio ricco di genio e vivacità ma al contempo non valorizzato e sostenuto a dovere . Quando le case sono inaccessibili il territorio perde le sue radici e questo è inaccettabile! Senza una risposta politica forte, questa terra rischia di essere sempre meno casa per i cittadini campani. Servono Politiche pubbliche concrete, non promesse,
- Reimpiego intelligente del patrimonio abitativo esistente,
- Sostegno alle famiglie, ai giovani e a chi vive in povertà abitativa.
* Recupero e riuso del patrimonio pubblico e confiscato: ex scuole, impianti dismessi, beni confiscati alla camorra , con una regia pubblica dedicata. * Piani casa integrati a livello regionale e locale: edilizia residenziale pubblica. Serve un’azione coordinata, non interventi sporadici. A Livello centrale Di Governo si potrebbe varare:
1) Un’ Estensione strutturale del Fondo di garanzia prima casa: rendere questa garanzia permanente o almeno biennale, aumentarne la platea e semplificarne l’accesso. Questo riduce il rischio per le banche, facilitando l’erogazione di mutui a tassi più vantaggiosi e con maggiore accessibilità
2) Allungamento della durata e opzione sospensione interessi: invero l’allungamento del piano di ammortamento (fino a 40 anni) per abbassare l’importo della rata, con facoltà su richiesta del mutuatario .
- Periodo a solo interessi (es. 2–4 anni), per alleggerire la rata nei momenti di crisi .
Una simile riforma darebbe in tempi rapidi respiro alle famiglie in affanno.
3) Rinegoziazione obbligatoria e trasparente tassi di mutuo
Estendere e rendere strutturale la norma già presente nella Finanziaria 2023, che permette di trasformare i mutui variabili in fissi (entro certi limiti) .
Come evolverla:
- Eliminare o alzare la soglia ISEE (attualmente €35.000) e l’importo limite (200.000 €);
- Rendere automatico entro scadenze precise;
- Rafforzare la trasparenza sui tassi d’ingresso tramite una vigilanza più severa delle autorità competenti (es. Associazione Bancaria Italiana).Riduzione immediata delle rate mensili per decine di migliaia di famiglie;
- Minore rischio di insolvenze e sfratti, grazie a strumenti come il Fondo Gasparrini (sospensione rate) ;
- Maggiore stabilità del mercato immobiliare, incentivando l’acquisto della prima casa anche da parte di giovani e ceti medi;
- Sostegno all’economia reale, generando nuova fiducia tra famiglie e banche. Perché il piano funzioni davvero, serve che la BCE assicuri un contesto di tassi stabili o in discesa, così come richiesto dalla Banca d’Italia . Questo aggancia il successo delle misure nazionali a una politica monetaria favorevole.


