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3 Dicembre 2022

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Adotta una profuga ucraina. L’appello di Yarina Pylyukh

di Anna Adamo

L’Ucraina è divisa a metà, c’è un prima e un dopo iniziato il giorno in cui le forze russe hanno deciso di attaccarla. Intere città sono state rase al suolo e tante persone sono state strappate bruscamente alla vita.
Purtroppo, pochi sono coloro i quali sono riusciti e ancora oggi riescono a mettersi in salvo, ma ciò con cui sono costretti a fare i conti non è di certo semplice.
Lo si evince dai volti stanchi rigati dalle lacrime,  dai silenzi di chi non chiede altro che essere accolto, di chi sarebbe disposto a tutto pur di ritrovare la serenità di cui è stato privato.

L’appello

Lo sa bene Yarina Pylyukh, referente della comunità ucraina di Salerno, che ormai da mesi si prende cura di chi giunge in città in cerca di una vita lontana dalla sofferenza.
“La situazione – racconta – è più disastrosa di quanto si possa immaginare. Le istituzioni non aiutano per nulla. Le profughe ucraine non possono essere vittime di tale indifferenza. Io trascorro insieme a loro giornate intere, le aiuto a tradurre documenti, ad imparare la lingua italiana e a cercar loro un posto in cui stare, ma da sola non posso più farcela, è necessario che qualcuno mi aiuti”.
Le parole di Yarina hanno il sapore della disperazione, di chi sa che da soli si vincono le battaglie, ma è insieme che si vincono le guerre. E questa, è una guerra che lei non ha affatto intenzione di perdere, perché in ballo c’è la vita di troppe persone, di bambini privati dell’infanzia che non possono essere anche vittime dell’indifferenza degli adulti.
“Per questa ragione – prosegue – mi rivolgo a chiunque dicendo: adottate una profuga! Non bisogna per forza portarle a casa propria, ma capire dove vivono e ogni tanto andare a trovarle per chiedere il loro se hanno bisogno di latte per i bambini o di qualunque altra cosa. Se si può, offrire loro un’opportunità lavorativa. Non chiedono nulla in cambio, solo la possibilità di vivere dignitosamente.”
Yarina non lascia spazio ai dubbi, ciò che sta accadendo al popolo ucraino non è da sottovalutare. È un qualcosa che riguarda tutti noi, quindi abbiamo il dovere di fare qualcosa per quest’ultimo, offrendo a chiunque giunga nelle nostre città la possibilità di ricominciare a vivere serenamente.

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