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2 Luglio 2022

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La scissione di Luigi Di Maio ed il peggiore rituale della Seconda Repubblica  

La scissione di Luigi Di Maio rappresenta il capitolo finale della esperienza grillina. 

Il dramma del Movimento si consuma sui peggiori rituali di certa politica.

Del trionfo delle ultime politiche, primo partito oltre il 30%, resterà ben poco. 

I grillini, in questi anni, hanno detto e fatto di tutto, le capriole su ogni cosa. Loro, quelli che si volevano alleare con nessuno, hanno governato con la Lega, poi il Pd. Poi con la Lega ed il Pd più Berlusconi e la sinistra italiana. Hanno cambiato idea su tutto. Ignorato la coerenza, raccontato balle, promosso le incompetenze.

Ora i titoli di coda. Luigi Di Maio, che ha il solo merito di aver tenuto una chiara posizione filo atlantica a differenza di Giuseppe Conte, ha promosso una scissione di palazzo. La nascita di ‘Insieme per il futuro’ è una operazione parlamentare e non politica. Una scelta in linea con il dramma ed il trasformismo della seconda repubblica. Con il peggio di questi anni. Scissioni senza idee, aspirazioni di gruppi parlamentari in cerca di autore. Manovre nei Ministeri e conte nei corridoi del Transatlantico. Sta finendo nel modo peggiore. 

Nella ‘vituperata’ prima Repubblica ci si scontrava nei partiti. Le scissioni, poche, nascevamo da fermenti culturali, da percorsi sofferti che interrogavano ed agitavano le comunità politiche. 

Nella seconda Repubblica i partiti, nel Palazzo e per operazioni di potere, si sono divisi. Molte volte. Il trasformismo e l’opportunismo hanno dettato percorsi. Sono nati gruppi parlamentari che non avevano nessun ancoraggio alla realtà, che esprimevano il nulla. Moltitudini di personaggi in cerca di autore. 

I titoli di coda del grillismo si allineano a questa narrazione. Erano nati per cambiare tutto hanno fatto gli errori più banali, percorso i passi della peggiore politica. 

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