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2 Luglio 2022

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Riforma del CSM: arrivano nuovi emendamenti. Le paure dei magistrati  

  

di Marianna Ianniello

In queste ore si è discusso molto sulla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura e arrivano numerosi emendamenti dai partiti politici. 

In particolare, la riforma è arrivata in Aula con una quarantina di emendamenti promossi da Italia Viva, che però ha anticipato la sua astensione nei confronti di una riforma giudicata inutile da Renzi. Ce ne sono cinque da parte della Lega, legati ai requisiti referendari sulla giustizia, e cioè una responsabilità̀ civile diretta, un freno alle misure cautelari, una separazione ancora più stringente delle funzioni. L’astensione arriva anche dal M5S, in quanto convinto che “tale disposizione rischia di minare l’indipendenza del magistrato che è una garanzia per i cittadini, nonché un principio costituzionale”.
Tuttavia, la sensazione è che l’accordo raggiunto in queste settimane in maggioranza possa tenere la prova dell’Aula. Domani si terranno le votazioni finali, senza fiducia, ma oggi continuerà la discussione.
Le nuove norme dovrebbero entrare in vigore in tempo per il rinnovo del CSM, previste per il mese di luglio. 

L’indipendenza

Intanto, restano alte le critiche dell’Associazione Nazionale Magistrati, che nell’assemblea del 30 aprile deciderà se e come scioperare.
Questa è una mossa definita da alcuni “drastica”, nata da alcune previsioni della riforma considerate pericolose per le garanzie di indipendenza della giustizia. Infatti, nel testo si prevede l’introduzione di un “fascicolo per la valutazione del magistrato”, in cui ci saranno dati statistici e documenti per valutare l’attività svolta, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, preso in considerazione poi dal Consiglio per redigere le valutazioni di professionalità che garantiscono gli avanzamenti di carriera. 

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