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21 Maggio 2022

Chi siamo

L’attentato a Tel Aviv ed i rischi che sottovalutiamo… 

di Anna Adamo

Le parole non escono. Non più. 

Non davanti all’orrore che funge ancora una volta da protagonista. Prima l’ Ucraina, poi l’ attacco terroristico in Israele, a Tel Aviv. 

Ancora feriti. Ancora vittime innocenti di uomini senza scrupoli, di chi lascia che la sete di potere possa prendere il sopravvento sulla vita. 

No, non non si può più accettare tutto questo. É possibile che il destino dell’umanità debba essere così terribile? 

É possibile che quanto accaduto in precedenza e quanto ancora stia accadendo non riesca ad insegnarci nulla, ma ci spinga a commettere del male come se non ci fosse un domani? Non si sa. Nessuno può saperlo. 

Del resto quando c’è di mezzo l’ orrore non ci sono risposte che tengano. Il problema non è che siamo dei pessimi alunni e quindi non riusciamo ad apprendere ciò che la vita cerca di insegnarci attraverso quello che avviene. É che probabilmente abbiamo lasciato che l’essere pessimi prendesse il posto del nostro essere umani. Ebbene si, è questa la verità. Abbiamo lasciato che ciò accadesse senza neanche accorgercene e ora non stiamo facendo altro che pagarne le conseguenze. O meglio, stiamo facendo si che le paghino altri, perché noi siamo ancora qui, “dalla parte giusta del mondo, quella in cui il bene riesce a trionfare sul male. Se si continua così, lo saremo ancora per poco, però.

É utile ricordarlo. Perché, al posto del popolo ucraino o delle vittime di Tel Aviv prima o poi potremmo esserci noi. Così come è utile e doveroso ammettere che la colpa di tutto quello che sta accadendo,che sia in Ucraina o a Tel Aviv o in qualsiasi altra parte del mondo è solo nostra. E che lo sarà fino a quando penseremo che vincere significhi distruggere gli altri. Fino a quando penseremo che ci si realizza attraverso il potere e la distruzione altrui.

Dovremmo ricordarlo, invece, che il potere non porta a nulla, se non ad un profondo odio capace di distruggerci. E forse noi che che abbiamo ancora il privilegio di vivere nella “parte giusta del mondo”, possiamo fare la differenza insegnando agli altri che nonostante tutto è possibile far trionfare il bene sul male è che la vera vittoria, il vero potere al quale sarebbe giusto ambire è proprio questo.

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