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24 Maggio 2022

Chi siamo

Anche in epoca post-Truth si trova la realtà

di Massimo Ricciuti

E’ tempo di fare pulizia e dare un nome alle cose. Non è possibile essere aggrovigliati in un eterno loop relativista dove tutto è in perenne discussione e qualsiasi cosa è riconducibile a un complotto!

La guerra è guerra, e fa male. Ma è un fatto. Il diritto-dovere alla difesa e alla resistenza è inserito in un articolo della nostra Costituzione. Chiarissimo. Nero su bianco. Non si discute.

Come non si discute che è in atto un conflitto dove c’è un aggressore e un aggredito. E, partendo da questo, occorre riconoscere chi è l’aggressore e chi è l’aggredito. Poi si discute il resto.

Solo in Italia esiste il “ma anche”, il “sì ma”. E’ evidente che siamo entrati in una nuova era geopolitica. Ma non da oggi. E’ dal 2008 che va avanti un processo che va affrontato con chiarezza e consapevolezza.

Tutto è materiale da chiacchiere da bar, dalla pandemia alla guerra. Tutto sembra lontano ma tremendamente vicino. Ogni volta nascono dal nulla maitre à panser! Ci scopriamo pacifisti, ma di un pacifismo ormai obsoleto, dal sapore antico, ormai rancido, marcio come le nostre coscienze. Non avendo il coraggio di rispolverare vecchissimi slogan anti-americani tipici di una sinistra che fu sempre dalla parte sbagliata il vecchio popolo arcobaleno va in piazza a invocare la “Pace”. Anche io sono per la Pace. Ma sto con Churcill non con Chamberlain!!! Sto con De Gaulle non con Vichy! Sto con i socialisti, gli anarchici e i repubblicani spagnoli, come Orwell, contro i franchisti facendomi sparare dai comunisti di Stalin. Con Jan Palach, con Jiri Pelikan e con tutti i dissidenti!

Quel che sta accadendo oggi, non ieri o l’altro ieri (poi ci arriveremo) ma oggi, deve essere chiarissimo!

Benissimo ha fatto Crosetto a asfaltare un delirante Freccero sui fatti di Bucha.

Ok il post-truth ma il troppo stroppia. Le immagini (e sappiamo bene quanto contino la comunicazione e le immagini in guerra, molto, moltissimo, se non quasi tutto) non sono fakes! Non ci sono fotomontaggi o effetti, fior fiore di analisti internazionali hanno smontato e indagato ogni frame spiegando che è tutto drammaticamente vero! “Ma come non è un complotto?”, no nessun complotto! Non esistono comparse pagate per farsi sparare in testa, per farsi violentare con una pistola alla tempia. Non sono stati pagati i duemila bambini deportati in Russia o i cinquecento infanti uccisi o le migliaia di orfani. I diretti responsabili che erano a Bucha fanno parte del battaglione russo 51460, proveniente da Sacha , Siberia orientale. E’ questa la bandiera che distingue quel battaglione che ha agito lì!

Dai tempi della “rivoluzione arancione” fino all’”EuroMaidan” il popolo ucraino sventola la bandiera europea non quella americana! La mano del corpo della giovanissima senza vita stringeva un portachiavi con l’immagine dell’Unione Europea, non della Nato! Zelensky ha detto in più occasioni che non gli interessa fare parte della Nato, l’Ucraina, per lui rimarrà neutrale. Ma è evidente l’aspirazione verso il mondo liberaldemocratico dell’Ucraina, che nonostante la narrazione comune, non nasce russa ma scandinava e ben fuori dal contesto slavo. Il Principato di Kiev viene fondato quando nell’anno Mille a Mosca ci sono solo boschi!!! Altra cosa è l’intreccio di influenze geopolitiche, finanziarie e imperiali. Oggi non è possibile rifarsi a Nicola 1° o Pietro Il Grande! Non si può parlare di “spirito”!!! Piuttosto di diciamo la verità, ci sono in gioco elementi fondamentali per gli equilibri economici. Su questo focalizzerei l’attenzione. E su questo si basa la preoccupazione della tenuta finanziaria e sociale dell’Occidente libero e democratico. Ed è normale che ci si preoccupi, sarebbe da irresponsabili non farlo. Libertà, mercato e diritti devono essere difesi! La libertà dell’Ucraina dall’influenza di chi vorrebbe riportare le lancette al tempo degli zar o dell’ex Urss è fondamentale. Attenzione a giocare troppo con il relativismo… 

Nel frattempo, nella sola giornata di sabato 108 milioni di metri cubi saranno “pompati” dalla Russia all’Europa attraversando l’Ucraina, come previsto. Ma in ogni caso nulla rimarrà come prima. Che si sappia! Non è un gioco!

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