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17 Maggio 2022

Chi siamo

“Chi restituirà ai bambini ucraini l’infanzia negata?” 

di Anna Adamo 

Da piccoli ci dicono che abbiamo tutta la vita davanti per fare quello che vogliamo. Ci dicono di godercela, l’infanzia, perché dopo arrivano i problemi veri. Ci dicono di giocare, di divertirci, di sfruttare nel miglior modo possibile il tempo, perché non torna indietro. Ed è vero. 

Una volta diventati adulti nulla sarà più come prima. Il tempo e il divertimento non avranno più lo stesso sapore. I ricordi, però, restano gli stessi nonostante tutto.

E forse, la parte bella di questi ultimi è proprio la capacità di non cambiare, di restare un punto fermo e consentirci di non perdere mai di vista il bambino che è in noi e far si che fuoriesca, seppur in modi e circostanze diverse, ogni volta che vogliamo, mentre tutto ciò che è intorno a noi cambia alla velocità della luce,senza neanche lasciare che ce ne accorgiamo.

Ebbene si, anche se non ce ne accorgiamo, i ricordi sono ciò che ci permettono di costruire il nostro futuro, di essere le persone che siamo. Gli adulti che siamo non è altro che il riflesso dei bambini che siamo stati, dell’infanzia che abbiamo vissuto e, se ci fermiamo un attimo a pensare, probabilmente ci rendiamo conto di che fortuna immensa sia stata averla potuto vivere. 

Una fortuna che, purtroppo, non siamo stati capaci di tramandare ai nostri figli. Basta guardarli, i bambini ucraini.Basta guardare le loro lacrime e i loro volti sporchi di sangue per capire quanto incapaci siamo stati a non dare agli altri la stessa serenità che qualcuno ha regalato a noi. E a nulla servirà dire che prima o poi anche in Ucraina tutto tornerà come prima, perché  i ricordi di questi terribili momenti non li cancellerà nessuno e nessuno restituirà a quei bambini il tempo che stanno perdendo. E chissà cosa diremo loro, quando ci chiederanno il perché di tanta sofferenza. 

Quando ci chiederanno perché nei loro ricordi ci sono le urla, i dolori, il rumore assordante degli spari. Come spiegheremo loro tutto quello che abbiamo permesso accadesse?

Forse, a spiegarlo non dobbiamo neanche provarci, perché non ne abbiamo il diritto, perché non ne siamo degni. Perché, non siamo degni della nobiltà d’animo e della purezza di cui sono fatti i bambini. Non ci resterà che tacere. Non ci resterà che sperare sia il silenzio a parlare al nostro posto. Ad essere capace di dare una spiegazione all’ ignobile comportamento degli adulti e far capire che è stata loro negata l’infanzia, ma nessuno potrà mai negare loro il futuro.

Perché sono, forti del dolore che li ha visti protagonisti, ancora in tempo per prendersi ciò che meritano, ciò che noi non siamo stati capaci di dargli.

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